Mentre "istruttori" e "classi" di yoga si moltiplicano esponenzialmente, a vista d'occhio, in ogni contesto e forma appetibile dalla richiesta occidentale, e quindi commerciabilizzabile, agli occhi di pochi osservatori cresciuti attraverso lo studio e la pratica, delle diverse fonti che ne hanno, nel tempo, veicolato le strutture concettuali portanti, risulta alquanto evidente una proporzionale, direi radicale, trasformazione.
Ogni società, ogni singolo individuo aggiungo, quando riceve delle informazioni va spesso ad assorbirne solo parte, predominantemente quella che gli si vesta più facilmente addosso. Così è anche per lo Yoga.
La premessa, sottolineo, priva di giudizio, è atta a motivare il perCorso che Yogo propone da diversi anni, per offrire l'opportunità di incontrarsi, conoscere, comprendere e poter esperire la meravigliosa arte, scienza, di questa antichissima via, nelle sue radici più lontane, nella struttura più profonda, che può ricondurli ad abbracciare la realtà più sottile del proprio viaggio di vita.
In circa 30 anni di studio, pratica, trasmissione delle esperienze di conoscenza di una ampia varietà di discipline, arti, materie psicomotorie, teofilosofie, scienze e culture del benessere, ho sempre ritrovato dei "caratteri" distintivi, affini, e deduco, risalenti allo Yoga, visto che, le radici di esso, si inoltrano per decine di millenni nella storia che l'uomo ha alle spalle, veicolandosi in tutta la terra (ed oltre credo), attraverso culture lontanissime, prendendo forme gradualmente a sé stanti, in scuole con tipologie di pratica alquanto diverse tra loro.
Senza limitarci a rientrare in una sola di queste, nello specifico, ritengo possa essere un'ottima opportunità, per l'occidentale moderno che avverta un richiamo spirituale libero, avvicinarsi a comprendere quali siano le conoscenze che le accomunano, per sperimentarne, in modo diretto, unico, le possibilità di miglioramento del proprio quotidiano senza più condizionamenti di posizione, direzione, evoluzione, fioritura di Sé.
Riscoprendo, con curiosità, studio, pratica la via dello Yoga, si potrà realizzare che è una scienza (dal latino Scire "sapere" che implica il processo di conoscenza, infinito, non solo il risultato, quindi non un teorema, non un diploma o uno status raggiunto) attraverso la quale conoscere sempre più a fondo i meccanismi della vita umana, il sistema pratico, la mente, le potenti e predominanti funzionalità automatizzate del pensiero, della memoria, per ricondurre alla libertà di vivere il presente con sempre maggiore ampiezza di visione, consapevolezza e coscienza, riducendo distorsioni cognitive ed interferenze psico emotive che degradano l'esperienza "Vita" alla mera identificazione fisica.
Gli incontri, con struttura orizzontale, cioè aperti all'interazione libera ed accrescitiva dei partecipanti, si prefiggono sempre di offrire:
- concetti su cui intelleggersi, meditare e sperimentare;
- esercizi e metodi grazie ai quali "praticarne", nel quotidiano, le visioni e gli intenti migliorativi;
- step di autoanalisi ed elaborazione dei propri cambiamenti.
Premettendo che non è un perCorso semplice, come può essere un corso di ginnastica, di arte o di sport, questa via offre il potere ad ognuno di entrare intimamente a conoscere ciò che struttura e realizza il proprio essere, ciò che guida essenzialmente il modo di partecipare, con le proprie scelte, alla vita individuale, sociale, terrestre ed universale.
Lo Yoga, credo fermamente, offre la conoscenza più potente che l'umanità abbia concretizzato per divenire artefice del proprio cambiamento, lasciando gli automatismi ed i condizionamenti più nascosti e guidandosi, dunque, a realizzarsi, in base al proprio sentire unico ed inestimabile.
Si giunge, semplicemente, all'intuizione di come la meditazione sia "legata" allo Yoga, in quanto essa stessa ne è parte, perché è lo stato d'immersione naturale della mente nel presente, grazie al quale possiamo ritrovare pace sublime. Dhyana, lo stato meditativo così chiamato da Patanjali nel trattato dello Yoga sutra, non è infatti sedersi a gambe incrociate, cercando di stare immobili, per liberare i pensieri dalla mente. Questo è semplicemente un erroneo travisare... Dhyana è, sintetizzando, il risultato di un allenamento della mente atto a raggiungerne le più alte funzionalità. Questa è anche la direzione del percorso dello Yoga. Patanjali lo tratta e spiega, negli Yoga sutra, in 8 piani di studio e pratica evolutiva, con Yama e Nyiama, cioè i concetti di conoscenza utili alla riduzione delle distorsioni mentali che orientano il processo di liberazione dagli automatismi che creano conflitto, le Asana, cioè l'esperienza di questi concetti mentali attraverso il corpo fisico, e via via, tramite i pranayama, il pratyahara e il dharana si può giungere a sperimentare Dhyana, lo stato meditativo che può portare al Samadhi.
La via dello Yoga, in questo percorso specifico di conoscenza e pratica delle strutture più antiche che conosciamo di essa, è per tutti ma non per molti, perché attingervi è possibile da ognuno ma scegliere di dedicarsi con costanza "all'invisibile" che sostiene la nostra vita è per pochissimi, com'è naturale sia.
Nulla, di ciò che di importante io abbia concretizzato, è stato semplice e veloce, ma per tutto, percepisco fiorire, ogni giorno di più, una immensa gratitudine.
Annette
Primo incontro: quali sono i caratteri che "distinguono" la mente ed il corpo fisico
Elenco i passaggi che abbiamo sviluppato insieme nel primo incontro del perCorso:
- Iniziamo a conoscere la mente in relazione al corpo fisico;
- Chi sono senza i ruoli relazionali?
- Com'è la mia mente prevalentemente nel mio quotidiano: sono felice dei pensieri che mi propone e degli stati emotivi in cui mi conduce?
- L'automatismo mentale e la scelta inconsapevole di sostenerlo;
- L'identificazione di sé;
- Come è possibile uscire dal meccanismo di conflitto costante, con i vissuti quotidiani, attraverso le cono-scienze delineate nello Yoga sutra di Patanjali.
- Il linguaggio sanscrito e la travisazione occidentale: due culture opposte che possono incontrarsi ed espandere la visione spirituale della Vita.
- Le basi dello Yoga: Yama e Niyama.