
L'Amore non c'entra
(con la sofferenza)
Si associa spesso la sofferenza all'Amore, cio è il risultato di un fraintendimento... Oggi, allontanati dalla saggezza antica, viene spesso confuso l'Amore con l'amore.
Nel famoso sutra Kama, travisato in un manuale di mera sessuologia, quasi ridotto ad un fumetto pornografico, questo fraintendimento risulta palese.
Anche dalla storpiatura odierna, a cui è sottostimato il Tantrismo antico, si elude semplicemente che la superficialità con la quale le relazioni si creano (sulla base di fisiologiche necessità neurosensoriali e psico emotive o di sostentamento) porta gran parte delle persone a cadere nell'illusione di vivere l'Amore mentre semplicemente cercano di "sopravvivere" alla solitudine, compensando le proprie carenze affettivo relazionali, attraverso una "dipendenza" ad una idealizzazione dell'altro.
Ecco che spesso quando si parla di amore si intende possesso, condizionamento dato da una necessità mai compresa, legame nel quale vige il dare-avere, semplicemente riassumibile nella visione egoica del "voglio che tu sia come mi fa stare bene", mentre per l'Amore, maturato consapevolmente, l'espressione è invertita nel "mi fa stare bene il tuo essere come sei".
L'amore è dipendenza, possesso, richiesta, vincolo, pretesa, condizione, spesso ricatto. Ecco perché prima o poi giunge la sofferenza. Due "mezze" mele che si illudono di completarsi. Una sorta di tacito contratto. Entrambe le parti in ammanco di qualcosa che cercano nell'altro.
L'Amore invece è stima, fiducia, gratitudine, sostegno e nutrimento fluido, libero scambio tra due mele intere che non hanno necessità l'una dell'altra ma maturano, godono del profumo, del gusto, della pienezza e crescita dell'altro.
Proprio nella crescita individuale, nel miglioramento di sé di entrambe le "entità", nella concretizzazione di una maturità di ogni "mela intera" sta l'attrazione vicendevole, l'arricchimento della relazione.
Come dunque per il Kama sutra (saggezza dell'Amore) si è persa la profondità dei contenuti in esso raccolti, per il tantrismo si è annichilita la conoscenza dell'originaria saggezza dell'Essere "esperienze in viaggio", così gran parte dell'umanità ha dimenticato cosa significhi realmente Amore, soffrendo per un legame di dipendenza che viene chiamato amore.
Le dipendenze portano all'anestettizzazione, richiedono un aumento progressivo delle "dosi", illudono con un piacere effimero, che tende a non bastare, nel tempo, portando ad un impoverimento della crescita individuale, ad una crescente degenerazione.
L'Amore è esattamente all'opposto, nutrimento e rigenerazione di due esperienze libere in viaggio, che crescono individualmente scegliendosi, ogni giorno, perché proprio insieme si riconoscono "fiorire", ognuna nel meglio di sé. Sono connessioni karmiche di levatura spirituale.
La sofferenza non è mai opera dell'Amore, esso è la via della realizzazione di sé.
Da "Trattato sul Tantrismo e la saggezza dell'Amore", 2016-2026, Annette.
I percorsi di crescita personale, attraverso le conoscenze del Tantrismo e dello Yoga antichi, sono opportunità di realizzazione di sé e, conseguentemente, di relazioni sane ed appaganti.